
Per sapere quanto far pagare un progetto da architetto o interior designer devi partire da tre numeri: quanto costa far funzionare il tuo studio, quante ore richiede davvero quel progetto e quale margine vuoi tenere. Il prezzo giusto è quello che copre questi tre elementi e che il cliente percepisce come proporzionato al valore che riceve — non quello che fa il collega della porta accanto.
In questo articolo trovi i quattro metodi di calcolo più usati, come scegliere quello adatto a ogni incarico, come costruire la cifra partendo dai tuoi numeri e come presentarla in un preventivo che non si trasformi in una trattativa al ribasso. È il cuore del livello Vendi della Piramide del Progettista Profittevole.
Esiste ancora una tariffa di riferimento per architetti e interior designer?
No, non per i clienti privati. Con il DL 1/2012 le tariffe delle professioni regolamentate sono state abrogate: il compenso si pattuisce liberamente con il cliente al momento del conferimento dell'incarico, e va reso noto in anticipo con un preventivo.
Esistono però due riferimenti che è utile conoscere. Il DM 17 giugno 2016 definisce i parametri per calcolare i corrispettivi dei servizi di architettura e ingegneria negli affidamenti pubblici: serve per i lavori pubblici, non è una tariffa obbligatoria per il privato, anche se molti professionisti lo usano come ordine di grandezza. La legge 49/2023 sull'equo compenso riguarda principalmente i rapporti con committenti "forti" — pubblica amministrazione, banche, assicurazioni, grandi imprese — e non la famiglia che ristruttura casa.
Con un cliente privato il compenso si concorda e si mette per iscritto: importo, ambito, fasi, revisioni incluse, tempi e modalità di pagamento. Per i dettagli che riguardano la tua posizione specifica fai sempre riferimento al tuo Ordine o al tuo consulente.
I 4 metodi per calcolare il compenso di un progetto
Ogni metodo ha senso in un contesto preciso. L'errore più comune non è scegliere il metodo "sbagliato", ma usarne uno solo per tutti i lavori, anche quando non si adatta.
I quattro metodi di calcolo del compenso a confronto
- A mq o a vano
- Come funzionaUn importo per metro quadro o per ambiente progettato
- Quando convieneInterior design e ristrutturazioni residenziali ripetibili
- Il rischioSottostimare ambienti complessi (cucine, bagni, su misura)
- A percentuale
- Come funzionaUna percentuale sull'importo stimato dei lavori
- Quando convieneRistrutturazioni e nuove costruzioni con computo affidabile
- Il rischioIl compenso cambia se cambia il budget dei lavori
- A forfait per fasi
- Come funzionaUn importo fisso per ogni fase: rilievo, concept, definitivo, esecutivo, direzione lavori
- Quando convieneIncarichi con fasi chiare e cliente che vuole certezza
- Il rischioRevisioni e varianti non delimitate erodono il margine
- A ore
- Come funzionaUna tariffa oraria moltiplicata per le ore effettive
- Quando convieneConsulenze, sopralluoghi, attività imprevedibili
- Il rischioIl cliente percepisce un costo aperto e controlla il tempo
Come calcolare quanto far pagare partendo dai tuoi numeri
Qualunque metodo tu scelga per presentare il prezzo, il calcolo di base dovrebbe essere sempre lo stesso: quanto ti costa un'ora di lavoro dello studio, quante ore richiede il progetto e quanto margine vuoi aggiungere. Il metodo di presentazione (a mq, a fasi, a percentuale) è la forma; questo calcolo è la sostanza.
Esempio ipotetico, con numeri tondi solo per mostrare il ragionamento: se lo studio ha costi annui di 40.000 euro (affitto, software, contabilità, collaboratori, formazione, contributi) e tu puoi dedicare ai progetti circa 1.200 ore fatturabili all'anno, ogni ora ti costa circa 33 euro prima ancora di guadagnare. Se un progetto richiede 80 ore reali, il costo di quel progetto è circa 2.650 euro. Il margine che aggiungi sopra è la tua remunerazione e la riserva dello studio.
Il passaggio che quasi tutti saltano è la stima onesta delle ore. Conta anche quelle invisibili: sopralluoghi, telefonate, messaggi WhatsApp, revisioni, pratiche, coordinamento con le imprese. Se non le conti, il cliente non le paga — e le paghi tu.
Infografica
Dal costo dello studio al prezzo del progetto
- 1
Costi annui
Somma tutti i costi fissi e variabili dello studio in un anno.
- 2
Costo orario
Dividi i costi per le ore davvero fatturabili, non per quelle lavorate.
- 3
Ore del progetto
Stima le ore reali, incluse revisioni, sopralluoghi e comunicazioni.
- 4
Margine
Aggiungi il margine che vuoi tenere: è il tuo guadagno, non un extra.
Perché il prezzo del collega non è un buon riferimento
Guardare cosa chiedono gli altri studi sembra il modo più sicuro per non sbagliare. In realtà ti espone a due problemi: non conosci i loro costi, le loro ore e il loro margine (magari stanno lavorando in perdita), e soprattutto ti posiziona come un'alternativa intercambiabile. Se il cliente non vede differenze tra te e un altro studio, confronterà l'unica cosa confrontabile: il prezzo.
Per questo il prezzo è legato al posizionamento. Più è chiaro per chi lavori, quale problema risolvi e come lo fai, meno il cliente ti confronta al ribasso. Se oggi ricevi soprattutto richieste di "quanto costa?", il problema spesso sta un livello più in basso nella piramide: ne parlo in come differenziarsi come architetto o interior designer.
Come strutturare il preventivo: valore, soluzione, investimento
Il preventivo non è una tabella di voci con un totale in fondo. È il documento che accompagna il cliente nella decisione, e l'ordine in cui presenti le informazioni cambia come viene percepita la cifra finale.
Parti dal valore: cosa vuole ottenere il cliente, quale problema risolve il progetto, cosa cambia nella sua casa o nella sua attività. Poi la soluzione: le fasi, cosa è incluso, cosa riceverà e quando. Solo alla fine l'investimento, con le condizioni di pagamento. Quando il prezzo arriva dopo che il cliente ha capito cosa sta comprando, è molto più facile che venga letto come proporzionato.
Infografica
Preventivo che invita alla trattativa vs preventivo che guida la decisione
Invita alla trattativa
- Si apre con l'elenco delle voci e dei prezzi
- Ambito generico: "progettazione completa"
- Revisioni non indicate
- Mandato via email senza spiegazione
- Il cliente vede solo il totale
Guida la decisione
- Si apre con obiettivi e problema del cliente
- Fasi e consegne descritte una per una
- Numero di revisioni incluse per ogni fase
- Presentato in call o dal vivo
- L'investimento arriva dopo il valore
Cosa mettere sempre per iscritto: ambito e revisioni
La maggior parte del margine perso non dipende da un prezzo troppo basso, ma da un ambito non definito. Una revisione in più, un sopralluogo non previsto, un "già che ci sei guardi anche il bagno?": singolarmente sembrano piccole cose, sommate possono valere più del margine dell'intero progetto.
- Cosa è incluso: fasi, elaborati, sopralluoghi, incontri.
- Cosa non è incluso: pratiche, direzione lavori, arredi su misura, se non previsti.
- Revisioni: quante per fase e come si quotano quelle in più.
- Tempi: quando consegni ogni fase e cosa ti serve dal cliente per rispettarli.
- Pagamenti: acconto alla firma e saldi legati alle fasi, non alla fine del lavoro.
- Validità del preventivo: una data oltre la quale le condizioni vanno riviste.
Come alzare il prezzo senza perdere clienti
Alzare il prezzo non significa riscrivere un numero più alto sullo stesso documento. Funziona quando cambia anche il resto: la qualificazione (parli con clienti che hanno il budget e il problema giusto), la presentazione (il cliente capisce cosa paga) e l'offerta (un pacchetto chiaro invece di un elenco di servizi). Ho approfondito le leve concrete in come aumentare il ticket medio senza aumentare il numero di clienti.
Nelle persone che seguo la differenza si vede proprio qui. Lorenzo, ad esempio, ha raccontato: "Una cliente mi ha approvato il preventivo per il suo appartamento! 7.500€, senza nemmeno trattare sul prezzo!". Non perché il prezzo fosse basso, ma perché la cliente era qualificata e aveva capito il valore prima di leggere la cifra.
Infografica
Prima di inviare un preventivo, verifica che…
- Hai calcolato costo orario e ore reali del progetto
- Il margine è una voce voluta, non quello che resta
- Ambito, esclusioni e revisioni sono scritti
- I pagamenti sono legati alle fasi
- Il documento parte dal valore per il cliente
- Hai fissato una data per presentarlo, non solo per inviarlo
Da dove partire
Se non conosci il tuo costo orario, il primo passo non è cambiare i prezzi: è fare i conti. Riprendi gli ultimi tre progetti, ricostruisci le ore reali e confrontale con quanto hai incassato. Spesso basta questo esercizio per capire dove si perde il margine. Per impostare il controllo dei numeri nel tempo trovi una guida in gestione finanziaria dello studio di architettura.
Se invece vuoi capire insieme a me dove si blocca oggi il tuo studio — nel prezzo, nella vendita o prima ancora nel posizionamento — puoi candidarti per una consulenza.
Domande frequenti
Quanto prende un architetto per un progetto di ristrutturazione?
Non esiste una cifra valida per tutti: dal 2012 le tariffe minime sono abolite e con i privati il compenso si concorda. Dipende dai costi dello studio, dalle ore richieste, dalla complessità e dalle fasi incluse (progetto, pratiche, direzione lavori). Il modo corretto è partire dal tuo costo orario, stimare le ore reali e aggiungere il margine, poi scegliere se presentarlo a fasi, a mq o a percentuale.
Come si calcola la parcella di un architetto?
Si calcola partendo da tre numeri: costi annui dello studio divisi per le ore fatturabili (il costo orario), ore reali stimate per il progetto e margine desiderato. Il risultato si può poi presentare con il metodo più adatto all'incarico: a metro quadro, a percentuale sull'importo dei lavori, a forfait per fasi o a ore. Per i lavori pubblici il riferimento è il DM 17 giugno 2016.
Come fare un preventivo da interior designer?
Un preventivo da interior designer dovrebbe aprirsi con obiettivi e problema del cliente, descrivere fasi e consegne, indicare cosa è escluso e quante revisioni sono incluse, e solo alla fine riportare l'investimento con acconto e pagamenti legati alle fasi. Meglio presentarlo in call o dal vivo invece di mandarlo via email senza spiegazioni.
È meglio farsi pagare a ore o a forfait?
Il forfait per fasi è di solito preferibile per i progetti, perché dà al cliente una cifra certa e a te un margine prevedibile, a patto che ambito e revisioni siano scritti. La tariffa oraria funziona meglio per consulenze, sopralluoghi e attività difficili da stimare. Molti studi usano entrambi: forfait per il progetto e ore per ciò che esce dall'ambito concordato.
L'equo compenso vale anche con i clienti privati?
La legge 49/2023 sull'equo compenso riguarda principalmente i rapporti con committenti considerati "forti", come pubblica amministrazione, banche, assicurazioni e grandi imprese. Con la famiglia o il privato che ristruttura casa, il compenso resta libero e si concorda. Proprio per questo è importante metterlo per iscritto con ambito, fasi e pagamenti. Per casi specifici conviene confrontarsi con il proprio Ordine.
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